Luigi Ghirri

Reggio Emilia, 1943 - 1992
Alla fine anni degli anni Cinquanta si trasferisce a Modena dove consegue il diploma di geometra nel 1962. Sono degli inizi anni settanta le prime serie di lavori, tra cui Kodachrome, Colazione sull’erba e Atlante. Nel 1979 partecipa alla Biennale di Venezia e contribuisce con le sue sperimentazioni al rinnovamento del linguaggio fotografico. Nel corso degli anni Ottanta, Ghirri approfondisce la propria ricerca attraverso l’opera di Walker Evans e in generale della fotografia americana. Sulla base di committenze pubbliche e private, reinterpreta l’architettura e il paesaggio italiano e si fa promotore di numerose iniziative e mostre collettive che indagano le trasformazioni dell’ambiente contemporaneo e che rappresentano importanti punti di svolta nella fotografia italiana del periodo: “Iconicittà” a Ferrara nel 1980, “Viaggio in Italia”, organizzata a Bari nel 1984 insieme a Gianni Leone ed Enzo Velati, ed “Esplorazioni sulla via Emilia. Vedute nel paesaggio”, realizzata a Bologna nel 1986 e allestita in numerose altre sedi italiane e straniere. Nel 1985 il Ministero della Cultura francese lo incarica di fotografare la Reggia di Versailles e Aldo Rossi lo invita a lavorare per la sezione di architettura della Biennale di Venezia. Tra i suoi ultimi più importanti lavori vi sono le indagini dedicate agli studi d’artista di Aldo Rossi (1989-1990) e Giorgio Morandi (1990). Muore improvvisamente nel 1992. Numerosi i volumi postumi che raccolgono i suoi scritti e le sue immagini fra cui “Niente di antico sotto il sole” del 1997, “Lezioni di fotografia” del 2010. Nel 2013 la grande antologica “Luigi Ghirri. Pensare per immagini” viene allestita a Roma, MAXXI, a San Paolo (Brasile) e nel 2014 a Reggio Emilia.
(tratto da: Fondazione Fotografia Modena)

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